
Tornare in Statale dopo tot (non dico quanti perché non voglio svelare la mia età) anni é stata un’emozione pazzesca. Diciamo che l’ultima volta che ci sono stata si usavano ancora terminali dell’anteguerra con schede dell’anteguerra per iscriversi agli esami, non possedevo un computer e chiaramente non avevo Internet (perché si usava quasi solo in Università, la mia prima mail l’ho creata proprio a Scienze Politiche). Ora tutto é cambiato, connessione ovunque, smartphone che interagiscono con la Uni, una sorta di Starbucks invece del solito barettino scrauso di Festa del Perdono.
Una sola cosa non é cambiata: la magia dei chiostri! Sono e resteranno sempre un luogo romantico, storico, fascinoso e rivoluzionario. Per i giorni del FuoriSalone 2012 a Milano l’Università Statale ha esposto in Via Festa del Perdono una serie di installazioni super. Alcune create proprio “sul luogo” come la libreria tagliata vicino alla croce aeroportuale, sotto agli striscioni di protesta (quanto amo gli striscioni di protesta).
Primo impatto: una scala-installazione su cui salire per ammirare i colori e il prato creato appositamente per la settimana del design. Il tempo non era bellissimo, anzi… eppure quel cielo plumbeo che di solito detesto, riusciva non so come a sposarsi benissimo con ciò che mi circondava.
Gli ingressi alle scale? Incorniciati da cuscini, molto Bollywood e tricot… un’esplosione di colore, li ho amati da subito. Ma ancora non avevo visto il chiostro della “Farmacia”. La foto scattata riproduce i pannelli sul prato ma fisicamente ho potuto vivere l’atmosfera unica di una serie di punti luce sistemati sul prato e appesi con una logica “scientifica” che di sera devono aver dato il massimo. I giochi delle luci rappresentavano la “Fotosintesi di Panasonic”. Un’intensa techno-fotosintesi dall’anima eco-rétro.
Fuori dalla modaiola e fighetta zona Tortona e da quella stessa Brera che un po’ mi ha delusa, ecco la fucina della creatività e del colore. Sempre osservati dall’installazione dell’occhio, The Eye, che riproduceva ogni cambiamento della pupilla (reale a seconda delle sensazioni provate). Stranamente, non inquietante. Anzi vi dirò, sono uscita rassicurata e ventenne.










