
Noi nati negli anni ’70 Giulio lo colleghiamo immediatamente agli Estra degli adolescenziali anni ’90. Giulio Casale é uno degli artisti più versatili degli ultimi vent’anni, cantautore, musicista e attore. L’amore per il teatro nasce nel 2004 con le piéces del grande Gaber, continua con Formidabili quegli anni (ispirato all’omonimo libro di Mario Capanna) passando per le stelle dello Strehler (che quando ci passo davanti ho sempre la sensazione di respirare i pensieri di chi é là dentro a provare e interpretare) e splendendo nell’amicizia forte e preziosa con Fernanda Pivano. Ora é appena uscito l’album Dalla parte del torto, dodici tracce di emozioni. Lascia della malinconia ma incredibilmente riesce ad accendere il guizzo della ribellione credo anche in quei poveri esseri umani che l’hanno messo a tacere, per abitudine e negligenza.
Intervisto Giulio che ha quella voce lì, quella che non stride e non invade, la voce da Uomo che vive e non sopravvive.
Giulio, io inizio dalla musica, dal mio ascolto dell’album che si sa é soggettivo e ha scatenato domande, curiosità e un numero imprecisato di emozioni che non so definire bene. Parto dalla prima traccia: qual é il tuo antidoto alla mistificazione? Dalla parte del torto (…mI sono seduto dalla parte del torto perché ogni altro posto era occupato) sono seduti quelli che faranno una nuova rivoluzione? Credi che si alzeranno e smaschereranno “la menzogna dell’io senza più le persone”?
L’antidoto sostanzialmente é quello che diceva il Mahatma Gandhi: diventare il cambiamento che si vuole vedere nel mondo, diventare la rivoluzione. E, condizione fondamentale, diventare questo cambiamento senza mai imporlo agli altri anche perché sono gli altri a portare avanti il mondo, quella maggioranza che sta seduta al potere, dalla parte della “ragione”. Ma già mostrare ai propri figli, ai propri amanti e a coloro a cui vogliamo bene che si agisce per un cambiamento é una grande cosa e chissà…”il tempo é galantuomo” non si può sapere cosa accadrà in futuro.
Virus-A, pezzo che ho molto amato, ha in sé la lotta tra una bellissima immagine, quella del tramonto e dei due amanti nudi sul terrazzo che godono del quadro naturale tutto per loro e l’odiosa immagine dell’irruzione del mito della forza dell’ordine sociale con le solite odiose etichette (froci, tossici&Co.) Quanto senti la guerra alle streghe in Italia nel 2012, chi conduce questa deleteria crociata? Esiste nel mondo un luogo in cui non ci sia la schiavitù di questo ordine di falsa moralità che é poi l’antico trionfo dell’ignoranza che tanto si voleva combattere?
Innanzitutto la canzone parla di due amanti omosessuali, la maggioranza che schiaccia le minoranze porta avanti questa lotta alle streghe. Porto l’esempio della situazione veneta (regione in cui Giulio é nato, anche se si definisce un artista milanese, n.d.r.) in cui é da anni che si impone un modello di vita per il “bene comune”: essere cattolico, eterosessuale ecc…sono imposizioni che vengono dalle maggioranze, che io comunque rispetto ma che mi sento in dovere di criticare. So che sarò sempre dalla parte del torto ma almeno voglio poterlo dire liberamente. Quando poi le idee della maggioranza per questo ipotetico bene comune si uniscono al potere allora le situazioni si fanno deprecabili fino ad arrivare alla questione legale ancor più che etica. Io comunque rispetto le idee di chiunque, anche di realtà come ad esempio Comunione e LIberazione che rappresentano quanto di più lontano esista dal mio modo di essere. Loro, come ogni altra maggioranza impositrice, credono di portare avanti un modello di vita per il nostro bene, facendo lo sbaglio di schiacciare ogni minoranza. Ecco, io condanno questo, ne soffro. Non credo esista un luogo nel mondo in cui questo gioco di potere non esista, purtroppo fa parte degli esseri umani.
Esiste un gruppo esordiente o un giovane artista che porteresti con te sul palco?
Ce ne sono moltissimi, il panorama musicale nazionale é colmo di giovani e autentici talenti che dovrebbero avere lo spazio adeguato per esprimersi. Il problema é che le maggiori case discografiche hanno “abbassato il tiro”: per favorire logiche commerciali di mercato propongono continuamente prodotti musicali di sempre più scarso livello non lasciando così possibilità di emergere al vero talento. E in questo i giornalisti sono complici e ricoprono un ruolo fondamentale contribuendo negativamente a spingere prodotti e pseudo artisti di bassa qualità.
Cantami ma non d’amore che non basta agli occhi. Per sentirsi vivi c’é bisogno di sentirsi dire che non é tardi. Per cosa?
Non é mai tardi, abbiamo ancora tanto tempo. Per molti ci saranno ancora molte stagioni davanti, molti momenti. Se c’é un sentimento che non fa parte del mio essere quello é la disperazione. Così come il vittimismo, lontanissimo dal mio modo di vivere e di pormi. Io fortunatamente sento ancora una fortissima spinta vitale in me. Ho da poco compiuto 41 anni (“anche se per me sono 21″ mi confida Giulio, n.d.r.), sono pieno di energia e ho la fortuna di riuscire a verbalizzare i miei sentimenti, ciò che provo, appunto le mie spinte vitali. Io mi regalo la musica, perché di dischi non si campa.
Ti ho sempre considerato detentore di parole e pensieri segreti della Pivano. Come descriveresti la vostra amicizia, esclusiva o libera? Con tutti difetti delle amicizie “comuni”?
Assolutamente é stata un’amicizia “comune” con tutte le sfumature dell’essere umani. Sia io sia Fernanda avevamo agende fitte di impegni, dunque vedersi era difficile ma le poche volte che ci siamo visti ho goduto della vicinanza di una donna tanto meravigliosa, nonostante la notevole differenza di età. Ciò che mi é rimasto dentro é stata la sua definizione di artista (Giulio si definisce un “artigiano”, n.d.r.) come colui o colei che cerca di produrre bellezza. Secondo la Pivano l’arte dovrebbe avere il successo solo come conseguenza involontaria e non come fine. Io poi mi ritengo tra i pochi a non aver sfruttato l’amicizia con Fernanda, il suo “personaggio”, a non averle chiesto favori. Le ho dedicato uno spettacolo, ma quando era ancora in vita. Poi purtroppo se ne é andata, lasciandomi dell’amicizia ricordi tra “persone”, non tra personaggi.










