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L’intervista a Massimiliano Nuzzolo su “Fratture”

Redazione 27 giugno 2012 LETTERATURA Nessun commento
massimiliano-nuzzolo

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Fratture è un romanzo dal tema molto forte che guarda a Fitzgerald per il modo di analizzare la società, a Camus per la filosofia esistenzialista e lascia spazio ai Joy Division per la colonna sonora. Come nasce questo romanzo? Quale legame tra queste tre diverse tipologie di ispirazione?
Fratture” nasce da una riflessione sulle opere di Camus – “Lo straniero” già mi aveva in qualche modo influenzato nella stesura del primo romanzo “L’ultimo disco dei Cure” uscito nel 2004 – “Il Mito di Sisifo” e l’analisi dell’Assurdo, le domande dell’uomo e il silenzio del Mondo. La filosofia esistenzialista è una “cosa” che in casa bazzichiamo ormai da anni (vedi “L’esperienza segna” dei Soluzione, in cui Luca va a scomodare J.P.Sartre, ma andiamo matti anche per Boris Vian e molto altro). Gli esistenzialisti francesi avevano la loro “musica”: il Jazz. Era inevitabile pensare a F.S.Fitzgerald, “all’età del Jazz” per la “Generazione perduta”, a quel suo sguardo cinico, dissacrante, doloroso, a volte molto divertente, romantico, sulle coppie e sulla sua generazione.

Per la mia generazione, che non è meno “perduta” della sua, considerati i tempi, la musica doveva essere diversa: la New Wave e la musica “Dark”, ovviamente non solo questi due generi, perché c’è davvero molta musica “nascosta” nel romanzo. I Joy Division sono soltanto un “mezzo” per entrare… Tutto si lega e va a formare la storia, ma non c’è solo questo… Le letture di M. Houellebecq e J. Coe mi hanno toccato molto in questi anni. Molte cose lo hanno fatto. Altra componente del romanzo sono i sogni e gli incubi. E poi l’ironia. Non mi perderei un sorriso per nulla al mondo.

I protagonisti vivono un disagio comune a molti altri giovani, un malessere interiore misto ad un senso di inadeguatezza. Qual è il messaggio che vuole trasmettere ai lettori?
Senza svelare i dettagli della storia, i protagonisti soffrono una “frattura” derivata dalla loro esperienza. Pietro, da un lato, è vittima di un tragico incidente stradale nel quale perde la memoria e il suo “background” e cerca con fatica per tutto il romanzo di riacquisire la sua “conoscenza” e la sua vita facendosi mille domande sul passato. Elisa, la co-protagonista, in una ricerca logorante ma coinvolgente, prova sulla sua pelle tutta una serie di esperienze, compiendo un percorso tortuoso e doloroso che la spinge in un preciso momento ad aspirare a qualcosa di più “elevato”.

Entrambi provano disagio, malessere interiore, e molto spesso senso di inadeguatezza. In questo sono lo specchio perfetto dei loro coetanei reali. Ma non perdono il gusto di “Vivere”. Anzi, vogliono vivere la Vita a pieno e il più possibile e cercare una nuova dimensione dell’Esistere. Amano. Senza risparmiarsi.
Non so se sia questo il messaggio. Non spetta a me dare messaggi, io scrivo storie.

Quali progetti per il futuro? Ci sarà sempre il connubio Letteratura e Musica? Crede che possa essere un modo per contagiare sempre più lettori giovani?
Per il futuro ho numerosi progetti, sono davvero tantissimi, anche se il tempo è sempre poco per realizzarli. In ambito letterario ho già pronto un romanzo divertente e psichedelico e sto lavorando ad un altro testo; mi piacerebbe poi curare il secondo volume de “La musica è il mio radar”. In ambito musicale, presto il nuovo lavoro dei Soluzione insieme al filosofo Manlio Sgalambro, alcune compilation e alcuni nuovi artisti su cui sto lavorando insieme a Luca. Ma ci sono pure alcuni eventi in fase progettuale, non dico nulla per scaramanzia.

Il connubio tra Letteratura e Musica ci sarà sempre: fa parte di me, della mia vita, di Jost che è la mia etichetta/associazione e del cammino quotidiano insieme ai Soluzione. A queste due arti sublimi aggiungerei il Cinema ed avremo l’evoluzione perfetta. Incrocio le dita.
Sì, fondere le discipline può essere un metodo per coinvolgere i più giovani nella lettura – ce n’è sempre bisogno, in Italia purtroppo si legge ancora troppo poco – ma nel mio caso nasce tutto spontaneamente, non c’è un ragionamento a monte, sono passioni sincere e vissute totalmente, non mi sono mai curato dell’età dei miei lettori, ciò che ho sempre cercato è la condivisione, non importa l’età, il luogo, il lavoro che fai. Ovviamente proverei un immenso piacere se i giovanissimi mi scoprissero e crescessero insieme a me, magari scambiandoci emozioni sincere.

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